Autori e libri vincitori

Sindone

Non l’introspezione di un personaggio, è stata premiata quest’anno, né la rivisitazione di un’età, di un mutamento, di un perdersi della vicenda umana; bensì una mappa: dei luoghi, innanzitutto, poi delle convinzioni e poi ancora dei dubbi e degli studi che ebbero, hanno e, senza dubbio ancora avranno per argomento un semplice telo di lino; ma certo l’oggetto di cui più si è detto e scritto tra quanti ne hanno prodotti gli uomini nei millenni.

La secchezza del titolo – “Sindone” – afferma , con sicumera, tutto il razionalismo di cui è impregnata un’opera che non dissimula l’agnosticismo dell’autore fin da subito: è sempre più difficile, d’altronde, affrontare il “Sacro lino” con i soli occhi della fede, dopo le infinite discussioni accademiche e le sofisticate analisi biochimiche degli ultimi decenni. Discussioni e analisi, però, che né concordando né annullandosi a vicenda, hanno anzi contribuito, ognuna e tutte assieme, ad accrescere il mistero e il fascino di una reliquia comunque ricompresa tra le più sacre dell’umanità. Né sono valse a scalfirne la malìa le fosche imprese di antichi guerrieri o la potenza surreale dei moderni neutroni.

Andrea Nicolotti, scrupolosamente, riveste i panni del Pubblico Ministero, ma senza il sogghigno di Voltaire bensì con la lucidità documentata di un super magistrato; e, come in un processo indiziario, produce fatti e ipotesi viaggi e incendi, ostensioni e scetticismi, nulla tralasciando e nulla privilegiando a dire il vero, fino a richiedere una sentenza definitiva alla Storia, e solo alla Storia, perché un altro Giudice che se ne assuma il compito pare proprio non essere reperibile.

D’altra parte, la Santa Sindone ricorre, senza eccessiva fatica, all’autodifesa: né ha bisogno di controprove o controffensive: le basta la periodica estensione per riaffermare le propria sussistenza. Ancor più saporosamente, direi che le basta le periodica ostensione per rinvigorire la propria leggenda; dove allora il confine tra il vero terrestre e l’ipotetico divino si fa così improbabile che la leggenda finisce per accasarsi definitivamente nel cuore degli uomini lasciando all’esausto cervello l’oscura selva dei perché e dei percome.

Andrea Nicolotti

Giuria

Ferruccio DE BORTOLI
Presidente; Giornalista e presidente della casa editrice Longanesi
Sergio BARBERO
Delegato alla Cultura della Città di Cherasco
Francesco BENIGNO
Professore ordinario di Storia moderna, Scuola Normale Superiore di Pisa
Franco CARDINI
Professore ordinario di Storia medievale, Università di Firenze
Giovannella CRESCI
Professore ordinario di Storia romana, Università Ca’ Foscari di Venezia
Claudia DE BENEDETTI
Consigliere Fondazione De Benedetti Cherasco 1547 (onlus)
Alberto MELLONI
Professore ordinario di Storia del cristianesimo, Università di Modena - Reggio Emilia
Gianni PERONA
già Professore ordinario di Storia contemporanea, Università degli Studi di Torino
Giusto TRAINA
Professore ordinario di Storia romana, Université Paris IV: Paris-Sorbonne
Stuart J. WOOLF
Professore emerito di Storia contemporanea, Università Ca’ Foscari di Venezia
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