Right before And Right after: Satellite Photos Present Irma’s Caribbean Destruction

With communications even now sketchy on many Caribbean islands smashed by Hurricane Irma, it needs a watch from house to take in the magnitude from the destruction from one of several strongest storms to form in the Atlantic. Impre sion immediately after picture, stretching from Barbuda in the east to Turks and Caicos inside the west, demonstrates devastation with a scale that should undoubtedly get decades and billions of dollars to rebuild and definitely will never be overlooked by those that endured it firsthand. Approximately a few dozen people today died throughout the Caribbean. Satellite imagery captured previously handful of days places the ruin in perspective: Codrington, Barbuda Loading…The morning after the storm pa sed the island country of Antigua and Barbuda, Gov. Gaston Browne i sued a pre s release thanking God for sparing his place. Sitting down in St. John’s, the funds over the most important island of Antigua, Browne was unaware on the destruction wrought on Barbuda. Get hold of with https://www.magicedges.com/Shaquille-O-Neal-Jersey its citizens had been lost all around midnight. After visiting Barbuda, the governor’s optimism turned to despair. He explained the island alone was “barely habitable” which 90 % of the homes and various constructions there experienced been ruined, colourful rooftops now a great deal rubble. At the very least one individual, a toddler, was killed.Landfall: Sept. 6, close to one a.m. ET, for a Group 5 hurricane. Winds: Sustained winds of 118 mph; gusts of approximately to a hundred and fifty five mph.Philipsburg, Sint Maarten Loading…The bustling half-French, half-Dutch island a favorite getaway getaway for Us citizens and Europeans alike continues to be brought to the standstill in the wake of Irma’s head-on strike. While in the money of the Dutch aspect, Philipsburg, population about 33,000, whole sections of city are actually decreased to pieces. Officers estimate that 70 percent with the island’s households have been wrecked from the https://www.magicedges.com/Nikola-Vucevic-Jersey substantial storm. Not le s than 4 persons were killed. Landfall: Sept. 6, about eight a.m. ET, as Cla s 5 Winds: Sustained winds of 117 mph (measured at Anguilla), with bigger gusts.Highway City, Tortola Loading…With its verdant, sculptured landscape, the primary island inside the British Virgin Islands has very long been an important tourist destination by air or cruise ship, too as an unparalleled sailing constitution hub. In Road Town, the waterfront that bustled with neat traces of boats secured within their slips is currently a scene of disarray. Quite a few of the properties appear to have been blown aside, and boats lie sideways in their slips, masts within the drinking water or turned the wrong way up. Brown patches have replaced a lot in the greenery stripped absent by https://www.magicedges.com/Evan-Fournier-Jersey Irma’s torrential rain and fearsome winds. Five people today reportedly were killed via the storm in the British Virgin Islands. Landfall: Sept. six, all over 1 p.m. ET, as Cla s 5 Winds: Gusts of nearly 131 mph (at Buck Island).Providenciales, Turks & Caicos Loading…The low-lying coral archipelago, which is a British Overseas Territory, lies north of Hispaniola and east on the Bahamas. It’s home to about 35,000 folks and is renowned for its crystal-clear water and prime dive spots. Now a entire section with the city seems to acquire been wiped out. Around the main island of Providenciales, the infrastructure minister says, an entire community to the northwest facet known as Blue Hill is simply “gone.” Landfall: Sept. 7, about 7 p.m. ET, as Cla sification 5 Winds: Gusts reportedly to 150 mph.The Two-WayHurricane Irma Blasts Into The Record Books With Lasting IntensityThe Two-WayAfter Irma, Shelter Citizens Weigh Whether To Brave The Roads Or Wait It OutThe Two-WayIrma Recovery Begins; Storm Flooded Parts Of Florida, South Carolina And Georgia

Il vincitore dell’edizione 2019

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Johann Chapoutot

Il tema del libro vincitore del premio nazionale “Cherasco storia” 2019 è la riscrittura della storia. L’autore, docente alla Sorbonne-Université di Parigi, presenta la rilettura e la descrizione mitica dell’antichità greco-romana operate dal regime nazista e veicolate agli studenti delle scuole di ogni grado, ai soldati e, più in generale, a tutti i cittadini del Reich. Analizzando il principio nazista secondo cui «nulla di grande si è compiuto senza Ariani», l’autore mostra come gli intellettuali tedeschi trovarono ariani un po’ ovunque: così il filosofo cinese Confucio poteva essere immaginato, secondo lo stereotipo tedesco, come alto, biondo e con gli occhi azzurri. E persino Heinrich Himmler, comandante capo delle SS, poteva ripetere – con lo studioso nazista Richard Darré  di “Blut und Boden” (“Sangue e suolo”) – che la «classe dominante cinese [era] bionda con gli occhi azzurri, dunque di ascendenza ariana-indogermanica». E se l’idea che Confucio del VI-V sec. a. C. fosse ariano vi sembra ancora troppo poco, allora scoprirete – grazie a Chapoutot – che gli Egizi erano immaginati «alti biondi dolicocefali dagli occhi azzurri». Hitler in fondo era un po’ stufo dei goffi ritrovamenti degli archeologi tedeschi. Possibile che dagli scavi si trovassero solo cocci d’argilla e asce di pietra? Evidentemente, nella vulgata hitleriana, il popolo nordico si era spostato più a sud e aveva dato origine alle grandi civiltà, soprattutto a quella greca e a quella romana. Se le ricerche storiche mostravano che i tedeschi non avevano avuto una grande storia, era meglio sognare un passato e magari assimilare il passato di quei popoli che avevano rappresentato la massima perfezione in tutti i campi e avevano prodotto modelli da imitare. E così nacque nella cultura tedesca la seduzione del mondo antico e si originò una sorta di riscatto del popolo germanico. Ma se volete obiettare che gli Egizi non pare che abbiano esattamente una pelle bianca come quella degli attuali tedeschi, allora vi sentirete rispondere dalla cultura del regime che inopportune mescolanze razziali con elementi asiatici e semiti hanno corrotto la loro pelle. In origine, dunque, secondo la narrazione di Hitler e dei suoi collaboratori, tutti erano Germani. Ex settentrione lux: la luce dello spirito, secondo il gerarca nazista, sarebbe arrivata dal Nord.

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Dal libro di Chapoutot emerge dunque come il passato sia stato utilizzato per la costruzione del mito nazista. Egli mostra mirabilmente come la riscrittura del passato abbia avuto un duplice obiettivo: quello di creare una storia condivisa, ma soprattutto quello di motivare all’azione il popolo tedesco, persuaso di portare dentro di sé l’embrione creativo di una nuova civiltà. Lo studioso rivela, grazie ad una molteplicità di esempi, che vanno dalla cinematografia (Olympia del 1938 di Leni Riefenstahl e “Der Ewige Jude”, “L’ebreo errante” del 1940 di Fritz Hippler), alla filosofia (Platone, preferito al tedesco Nietzsche, per un’idea dello stato totalitario); dalla scultura (Arno Breker) alla musica (Richard Wagner e Reinhold Schünzel); dalla storia (Alfred Rosenberg) alla biologia (Paul Schultze-Naumburg), come grazie alla pseudoscienza della razza, mutuata dalla biologia della fine del XIX secolo e dagli studi razzisti del primo Novecento, il nazismo abbia inventato il proprio passato grazie al potere plasmante ed efficace della narrazione del regime.

 

Johann Chapoutot, 1978. Professore di Storia contemporanea all’Université Paris-Sorbonne e membro onorario dell’Institut Universitaire de France. Specializzato in Storia della Germania contemporanea ha dedicato importanti studi alla storia della cultura e dell’ideologia nazista e ha pubblicato opere generali sulla storia della Germania e sulle dittature europee tra le due guerre mondiali. Membro del comitato di redazione di «Revue historique» e «Vingtième Siècle. Revue d’histoire», è vincitore di prestigiosi premi storici internazionali. Le principali opere tradotte in italiano sono: Controllare e distruggere. Fascismo, nazismo e regimi autoritari in Europa (1918-1945), Einaudi 2015; La legge del sangue. Pensare e agire da nazisti, Einaudi 2016; L’affaire Potempa. Come Hitler assassinò Weimar, Laterza 2017; Il nazismo e l’antichità, Einaudi 2017. Sull’analisi delle basi culturali e sulla costruzione dell’ideologia nazista è recentemente uscito il libro La rivoluzione culturale nazista, Laterza, 2019.

 

 

Liliana Cavani

Premio Nazionale 

«Cherasco Storia per la divulgazione storica mediante la cinematografia»

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Liliana Cavani, 1933. Regista e sceneggiatrice. Laureata in Lettere antiche e Filologia a Bologna e diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, lavora fin da giovane alla produzione di cortometraggi, documentari storici e inchieste per la RAI. Nota al grande pubblico per la realizzazione dei film Francesco d’Assisi (primo film prodotto dalla RAI nel 1966), Galileo (1968) e I cannibali (1969), la regista mostra un’attenzione particolare alla complessità dei temi trattati, al contesto storico e sociale dei protagonisti. Le sue opere sono raffinate investigazioni delle contraddizioni, delle passioni e dell’autenticità degli uomini. Tra le sue opere più importanti: L’Ospite (1971), Il portiere di notte (1973), La pelle (1981), Oltre la porta (1982), Interno berlinese (1985). È regista di film per la TV tratti da opere musicali quali La traviata, Cavalleria rusticana, Manon Lescaut e delle recenti fiction televisive De Gasperi e Einstein.

 

Charles S. Maier

Premio Nazionale 

«Cherasco Storia “Gianni Perona” alla carriera»

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Charles Maier, 1939. Già professore di Storia europea ed internazionale è direttore del Centro per gli studi europei della Harvard University. A partire dagli anni ’60 mostra un grande interesse per la storia italiana e si trasferisce a Roma per i suoi studi. La sua produzione scientifica è vastissima. Tra i suoi testi tradotti in italiano: La rifondazione dell’Europa borghese (De Donato 1979, Il Mulino 1999), Il crollo. La cisi del comunismo e la fine della Germania Est (Il Mulino 1999), Alla ricerca della stabilità (Il Mulino 2003). Nel saggio Secolo corto o epoca lunga, contenuto nel volume Novecento. I tempi della storia di Claudio Pavone (Donzelli 1997), discute le tesi di Eric Hobsbawm sulla periodizzazione storica. Per l’opera Leviatano 2.0 (Einaudi 2018) sulla reinvenzione dello Stato moderno riceve il premio alla carriera intitolato alla memoria del prof. Gianni Perona, presidente emerito del premio «Cherasco storia».

Leviatano 2.0. La costruzione dello stato moderno - Charles S. Maier - copertina